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Can you read my mind?Noi siamo più soli quando usciamo tra gli uomini che quando restiamo in camera nostra. (Thoreau) |
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«Una linea sottile divide l'amore dall'odio;
June 10 La mia ultima pagina da minorenne.Bene questo è il mio ultimo intervento da 17enne. Non so cosa dirvi, non sono molto ispirata però niente così ero entrata un attimo nel mio spazio per vedere i miei interventi. E allora ho pensato di scrivere la mia ultima pagina da minorenne, sì perchè fra 2 giorni avrò 18 anni!
Non so se cambierà qualcosa, molto probabilmente non cambierà niente... Io in questi anni sono cambiata, mi sento cambiata. Non so se sono migliorata o peggiorata,questo voglio che lo dicano gli altri. Io francamente me ne frego di come sono, sono così e mi va bene.
Certo che il tempo è passato come niente. Mi stanno venendo in mente i miei primi giorni a liceo,oddio ero davvero strana,certo che avevo fatto un salto lunghissimo!
Avevo frequentato le scuole in campagna e quel posto per me era diverso! Per fortuna mi sono ambientata subito!
Ricordo le cavolate che diceva la De Stefano nelle ore di storia ma anche in quelle d'italiano e io sempre a rinfacciare tutte le cagate che diceva, ci godevo,perchè lei non sapeva un cazzo di nessuno in quella classe ed elogiava chi non meritava,ma queste sono altre storie...
Ritorniamo a me...Dicevo i miei 17anni sono stati ,non so, particolari... Il mio rapporto con gli amici,i tanti amici che ho trovato e perso.Quello che mi è rimasto per ora non è qua, però non so se leggerà, ma se leggerà forse ha capito e un po' mi manca...
Beh i miei rapporti amorosi,ah sono stati tutti dei fallimenti seri, ma non ne voglio parlare perchè... beh lasciamo perdere...
Credo che non dimenticherò mai le mie estati favignanesi, eheheh non so se da quest'anno cambieranno ma quelle spero no,perchè di divertimento l'estate ne ho bisogno... E poi che posso dire? In famiglia? Beh in famiglia, io non posso mancare, ci devo per forza essere, i miei alla fine senza di me non possono stare e si sa...
Fino a 5 minuti fa mio padre urlava il mio nome perchè dovrei andare a cenare!
Non so se da 18enne sarò più responsabile o matura, che poi l'aggettivo matura mi inquieta, come se il processo di maturazione esistesse,credo che non si cresce mai abbastanza,forse nemmeno a 80 metterò giudizio, ma mi ritengo abbastanza responsabile, forse le mie responsalità da domani saranno diverse e dovrò stare più attenta alle mille difficoltà che la vita mi presenterà, ma credo di essere già pronta per questo, alla fine dobbiamo pur sempre andare avanti!
Spero che in questo cammino sarò meno sola, o comunque se sarò sola, spero che i miei obiettivi li raggiungerò, non voglio dire la solita frase fatta: "Se ci credi raggiungerai i tuoi obiettivi." Perchè alla fine ci sarà qualcosa a cui devo rinunciare.
Ma ora non voglio pensarci. Credo di aver detto tutto o forse... Però ora lo posso dire si chiude la mia ultima pagina da minorenne.
P.S.:Da giorno 12 potrò essere sbattuta in carcere,giustificarmi le assenze da sola (come se non l'avessi mai fatto),tatuarmi ma soprattutto potranno sbattermi fuori di casa! :D May 28 MANCANZA DI OPINIONE PUBBLICA.Se c'è una cosa che non sopporto è la gente che non permette a certe persone di potersi esprimere, è una cosa che detesto,è tipico della societa italiana.
Manca l'opinione pubblica perchè c'è gente che inculca a un Paese che è meglio farsi gli affari propri!
Che cosa odiosa! Mi infastidisce, non cresce un Paese così cazzo! Nel nostro piccolo noi dovremo esprimerci affinchè certi problemi vengano risolti.
Non date conto a quei professori che non vi fanno dire la vostra,non date conto a quei ragazzi senza pensieri,senza ambizioni,non date conto ai vostri genitori.
Servitevi della vostra di mente! Avete bisogno di parlare? PARLATE! Al diavolo la gente che pensa che dite minchiate! Le prime persone minchia sono loro che dicono ciò! A che serve la voce,le grida,le urla,i rumori?... SERVONO A RIBELLARSI!
Senza rivoluzione,senza voce non si ottiene nulla... C'è qualcosa che non va? DISCUTETENE! Non acquisite sempre messaggi passivamente,fate uso di questi messaggi!
Abbiamo bisogno di persone che hanno voglia di dare vita a ciò che pensano,abbattete le barriere dei potenti!
Forse questo mio messaggio non verrà letto o seguito perchè magari avrò scritto troppe minchiate, ma non m'importa, l'importante che io il mio compito l'ho fatto,io ho bisogno di dare vita a ciò che scrivo. Ho bisogno di una verità,perchè di verità ce ne sono molteplici e io ne ricerco una magari quella più vicina,quella che sta in questo fenomeno del SILENZIO,basta calare la testa a chi commette ingiustizie perchè approfitta della propria posizione,basta tenersi dentro problemi che non sono solo i vostri ma anche degli altri,c'è bisogno di collaborazione, io sono abbastanza individualista ma mi rendo conto che la potenza di una squadra di calcio non sta in quel bravo attaccante ma proprio di tutta la squadra,l'attaccante per quanto sia bravo non riuscirà da solo a sconfiggere la squadra avversaria!
Bisogna trovare il modo di far parlare chiunque,scrivere,leggete,appassionatevi a ciò che vi sembra appassionante!
E' triste che oggi siamo circondati da persone che ci guardano come se fossimo degli extraterresti,è triste perchè non capiscono che certe azioni del passato di alcune autorevoli personalità hanno reso possibili certe istituzioni come la scuola, che anche se oggi è diventato un luogo di disarmonie e ingiustizie rimane in primo luogo un posto dove si acquisiscono delle idee sempre nuove. May 15 Resoconto del festival del giornalismo d'inchiesta.Sembrano passate intere settimane dal festival e non ho avuto modo di poter scrivere i miei pensieri a riguardo.
Ora leggendo un intervento di un nuovo amico sono stata ispirata! Era un evento imminente che aspettavo da un bel po',
sì perchè ho scoperto per caso alle fini di aprile di questo festival, l'ho scoperto su Facebook!
E mi ha incuriosito subito! Perchè la prima cosa che mi è passata per la mente è: "Ma quando ricapitano certe cose a Marsala?"
Sì perchè penso che a Marsala c'è poco intrattenimento, tutti i miei coetanei si lamentano di ciò. A Marsala non c'è niente, non vedo l'ora di andarmene.
Benissimo, io in quei giorni da Marsala non me ne volevo andare,non me ne volevo andare perchè ciò che sentivo in tv,
(come la fiera del libro a Torino)si realizzava nella mia città!
Come poter perdere un evento del genere? Sarei stata a tutti i convegni riportati nel volantino, anche di mattina se era possibile!
Per fortuna che c'hanno dato la possibilità anche a noi studenti di poter partecipare.
Non posso dimenticare gli incontri con i diversi giornalisti. Quello che non potrò dimenticare sicuramente è stato l'incontro con il giornalista Giannella.
Che lo ringrazio per i consigli che mi ha dato!
Il bellissimo concerto con gli Slow feet, indimenticabile! E come se si fosse esaudito un mio piccolo desiderio! Non avevo visto la PFM l'anno precedente a Marsala,ed ecco che spunta per il festival!
Quei tre giorni fuori casa per vedere tutti quegli eventi! I miei genitori mi hanno rivisto dopo 3 giorni si può dire, visto che a casa c'ero solo la notte!
Stavo per dimenticare lo spettacolo di Neri Marcorè! Ecco si è esaudito anche un piccolo desiderio erotico di Daniela,vedere Neri Marcorè!
Non so se ci sarà una seconda edizione,ma spero di sì e spero di esserci ancora e ascoltare ancora tutto quello che c'è da dire sui problemi del mondo e non.
Ne ho bisogno e sono certa che non ne avrò mai abbastanza.
Sì sono fiera di essere marsalese,non m'interessa dei tanti difetti che ha,va bene così!
Spero anch'io di poter svolgere un qualcosa legato alla comunicazione,però prima voglio conoscere e con questo evento ho dato importanza al verbo "conoscere"
Ho un disperato bisogno di conoscere.
Siccome non ci tengo ad essere ripetitiva,dico che questo evento è stato importante per me e sarebbe stato un grande rimorso nel caso l'avessi perso!
Ora basta! Spero che chi ha partecipato ha provato ciò che io ho provato in quei 3 giorni meravigliosi.
May 06 Ricominciamo con le ingiustizie!Dopo le malefatte dello stage a Città del Mare,ecco altre ingiustizie by Liceo Pascasino di Marsala.
Siccome sono intenzionata a fare la giornalista, ci comincio da subito, raccontando le malefatte del mio liceo!
Oggi dopo 6 gg dalla chiusura della scuola a causa di ponti, ponticini e lavori in corso, sono ritornata!
E cosa mi sono ritrovata? Nuovamente una scuola in tempesta! Tra genitori,studenti,professori,bidelli e chi ne ha più ne metta,nessuno era deciso ad entrare. Causa:Dove stanno le analisi del controllo delle polveri aereodisperse d'amianto? Non ci sono! E come mai? C'è una cosa che va bene in questa maledetta scuola?
Intanto preside e compagnia bella è andata a farsi un bel viaggio oltre la Manica, a Londra. E i problemi a chi li ha lasciati? A 730 alunni!
Compresi i rappresentanti (tra cui ci sarei anche io lì). Stamattina la Prof.ssa Farina dice la verità a noi studenti,riferendoci che a scuola le analisi delle polveri non sono state fatte,allora lì noi alunni diciamo: no non entriamo,se non entra la professoressa non entriamo nemmeno noi! Benissimo, chiamate al prof.Spanò,peraltro l'unico presente,e vogliamo sapere da lui come stanno realmente i fatti,risponde che ha la situazione sottocontrollo e che non ci sono polveri aereodisperse!
Alcuni ragazzi si rivolgono a me, perchè non si sentono sicuri delle cose come realmente stanno,vogliono ulteriori prove!
Allora chiamiamo chi è interessato alla sicurezza: Il professore Agueli.
Agueli spiega che non ci sono problemi in quanto i pannelli di amianto sono stati prelevati interamente e non presentavano segni di scalfitura,nel momento che li presentavano ci dovevamo preoccupare perchè potevano creare delle polveri,quindi ci ha assicurato che di polveri di amianto non ci stanno a scuola!
Ma a chi dobbiamo credere? E perchè il 4 mattina gli studenti del Pascasi non sono entrati? Perchè la preside ha assicurato all'istituto che gg 4 si tornava?
Beh i misteri nel mio istituto non mancano mai! Dai rappresentanti fannulloni,agli studenti con l'anima addomesticata e mettiamo anche la preside dittatrice,sembra che di gente bizzarra ne abbiamo fin troppa,tante quante le nostre situazioni!
Spero di aggiornarvi ancora con le news del mio liceo! April 20 L'articolo scandalo di Giacomo Di Girolamo"Ma io per il terremoto non do neanche un euro"
In questi giorni qui a Marsala si sente parlare solo di Lui,Giacomo Di Girolamo, mi complimento con il suo coraggio di aver detto come stanno realmente le cose in Italia,
siamo tutti bravi a dare un euro per le popolazione terremotate per levarci un pensiero, ma poi le cose cambiano realmente? No,non cambia mai niente in Italia.l'Italia fa tante rivoluzioni per rimanere sempre com'è vecchia e cinica! In questi momenti vogliamo far vedere che siamo compassionevoli, solamente quando succedono queste tragedie,restiamo fermi davanti la tv per mostrare la nostra compassione,disperazione,la voglia di aiutare...
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. ![]() Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro. Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è. Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto. Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia. Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico. E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde. Giacomo Di Girolamo April 15 Da Repubblica di sabato 11 aprile.Repubblica: Da San Giuliano all'Aquila le vite spezzate degli studenti Il legame tra il piccolo comune del Molise e la tragedia abruzzese di questi giorni è fatto di giovani storie interrotte Una sequenza non di fatalità naturali ma di ripetute illegalità, di morti, di promesse solenni e rapide dimenticanze ADRIANO PROSPERI San Giuliano di Puglia ha offerto aiuto e solidarietà alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. È una notizia che ci ricorda qualcosa di importante, in una memoria che prova a tessere da capo i fili della continuità dopo lo stordimento della tragedia. Il legame tra il piccolo comune del Molise e la tragedia abruzzese di questi giorni è fatto di vite interrotte di giovani e giovanissimi: vite stroncate non dalla natura ma dagli uomini, quelli che hanno fatto straccio delle leggi o non le hanno fatte rispettare. Vite cancellate di scolari alla scuola comunale di San Giuliano, di studenti universitari alla Casa dello Studente dell´Aquila: qui sta il legame speciale tra i due luoghi. Ricordiamolo: il 31 ottobre 2002 un terremoto provocò a San Giuliano di Puglia solo un crollo: quello di una scuola. Vi morirono 27 bambini e un´insegnante. Oggi fra i tanti morti della notte aquilana ci sono gli studenti della casa di via XX Settembre. La scuola di San Giuliano era di recente ristrutturazione. Quella dell´Aquila era un edificio pubblico costruito nel 1965. Nella sua ultima incarnazione si chiamava Casa dello studente; è diventata la loro tomba. è crollata come un castello di carte, ancora più fragile del pur fragilissimo e recentissimo ospedale. April 08 Artemide e Miriam."Non potresti essere più educata,Artemide?" disse Miriam. "Non dovrebbe davvero importare con che nome veniamo chiamate."
"Come 'non dovrebbe importare'? chiese Artemide. "Io ho un nome. Un grande nome che è sulla bocca di tutti, un nome le cui lodi si innalzano fino al cielo.
Sono Ar-te-mi-de! Il mio nome è famoso ovunque e gli dei mi conoscono bene. Io sono l'eccelsa Artemide,sono la più bella delle belle. Sono una dea,non un semplice fiore come,che può solo ornare il mio tempio."
"Hai notato una cosa?" chiese Miriam.
"Cosa?"
"Non fai altro che dire:'Io','mi','mio'."
"Naturale che dico:"Io','mi','mio'! Se Artemide non merita di dire 'Io',chi mai lo può? Un fiore mortale come te?"
"Dici sempre la stessa cosa:tu sei una dea e io solo un fiore.Ma conosci la verità."
"Quale verità?"
"Oh,non importa.Non voglio turbarti."
"Tu?Turbare me?Ma non farmi ridere,povero fiore. Un fiore turberebbe Artemide? AH! AH! AH!...
Avanti fiore ridicolo,cerca pure di turbarmi!"
"Bene, Artemide,ma prima dicci chi sei in realtà. Diccelo,affinchè l'intero giardino possa saperlo."
"Oh,che assurdità! Chi non conoscerebbe Artemide? Chi non mi conoscerebbe?"
"Non siamo nel tuo tempio,Artemide. Questo è un roseto. Le rose posssono non sapere chi tua sia. Non è loro diritto sapere chi sia l'eccelsa Artemide? Sei la più grande! Perciò,ti prego,facci l'onore di parlarci di te."
"Per una volta,hai detto la verità,fiore. Sì tutti hanno il diritto di sentire parlare della mia grandezza;e anche le rose dovrebbero sapere quanto sia grande Artemide.Perciò sta' zitto e ascolta...
Io!... Io sono Artemide,figlia di Zeus,il re degli dei. Vivevo a Efeso,la città famosa per il mio tempio,non per la catapecchia di Maria Vergine.
Per centinaia di anni,ho ricevuto coloro che venivano ad adorarmi nel mio tempio,una delle 7 meraviglie del mondo antico. Migliaia di persone,venivano da lontano solo per me. Affluivano in massa per cantare le mie lodi,esaltarmi e inchinarsi davanti a me,spinte da un ardore che a volte risultava fatale.
Adesso capisci,fiore senza qualità, la grandezza di Artemide? Coloro che raccolgono e mettono in vaso fiori come te venivano alla mia soglia come schiavi.
Ehi voi,rose del giardino,mi udite? Adesso anche voi conoscete la grandezza di Artemide, non è vero?"
"Hai detto esattamente ciò che mi aspettavo" disse Miriam. "Quando ti ho chiesto di parlarci di te,hai menzionato tuo padre,lo splendore del tuo tempio e la moltitudine dei tuoi fedeli.Ma io non ti ho chiesto niente del genre.Ti ho chiesto soltanto chi fossi."
"Povero fiore miserabile, che cosa stai cercando di dire? Se vuoi sapere chi io sia,allora sappi che io sono la Grandezza. Ecco chi sono."
"Che cosa ti fa credere di essere così grande?"
"Se non fossi grande,migliaia di persone si interesserebbero a me? Mi loderebbero fino ad avere la lingua incollata al palato? Si prosterebbero ai miei piedi?"
"La verità è che sei tu a prostrarti", proseguì Miriam, "ma non vuoi riconoscerlo."
"Oh,sei così geloso che non sai quello che dici."
"E' vero,invece. Sei proprio tu a prostrarti davanti a loro. Chi è Artemide in realtà? Null'altro che un'illusione,plasmata e venerata dagli Altri. Chi ha creato Artemide?
Non sono stati gli essere umani che tanto disprezzi a creare nella loro mente un'immagine della bellezza da venerare e poi a plasmarti così con le loro lodi?
Non lasciarti ingannare dalla loro appassionata devozione. Sono stati loro a inventarti,loro a definire i tuoi attributi,loro a esaltare il tuo nome. Mi dispiace,mma non hai alcuna esistenza autonoma. Tu esisti soltanto grazie alle loro lodi,alla loro adorazione, ai loro applausi. Tu dipendi dagli Altri."
"Adesso esageri,fiore! Guarda te stesso prima di aprire bocca. Chi credi di essere per parlarmi così,nullità?"
"Sì,hai ragione.Sono insignificante. Ma sono una rosa... sono una rosa che mi ammirino o no,sia che qualcuno vada pazzo per me o no...Solo una rosa.Ma tu sai che cosa significhi essere una rosa,amica mia? Essere una rosa significa 'libertà'. Significa non esistere grazie alle lodi degli Altri o non smettere di esistere a causa della loro disapprovazione. Non fraintendermi. Anch'io amo la gente. Mi piace che mi vengano a trovare e a odorare la mia fragranza. Ma lo voglio solo per potere offrire loro il mio profumo.
E' vero,forse non ho mai avuto le tue folle di visitatori. Forse coloro che venivano alla casa della Vergine non si sono accorti della piccola rosa.Eppure alcuni mi hanno notato. Ma non confondere mai costoro con i tuoi adoratori."
"Naturalmente no,come potrei"? disse Artemide. "I miei visitatori venivano a migliaia!"
"Ricordi come coloro che venivano in gran numero da te nei giorni d'estate cominciavano ad abbandonarti uno alla volta al giungere dell'autunno? E nel cuore dell'inverno,non c'era nessuno al tuo fianco. Il tuo vano orgoglio non faceva altro che accrescere la tua solitudine e ti impediva persino di piangere. Più le loro lodi ti avevano innalzata in primavera, e più rovinosa era la caduta che dovevi affrontare in autunno. Il cambiamento di stagione ti abbatteva all'istante."
"Sciocchezze! L'autunno è così."
"Non per le rose, Artemide... Per una rosa,l'autunno significa pioggia. L'autunno prepara la strada alla primavera. E coloro che vengono per una rosa non sono mai sleali come coloro che venivano ad adorarti. Coloro che venerano lo fanno solo per se stessi. A differenza dei tuoi visitatori,coloro che visitivano me venivano per la mia fragranza. Non mi sono mai aspettata che si inchinassero davanti a me. No, quello non sarebbe stato amore. L'amore non abbassa coloro che amano,li innalza."
"Oh,fiore insignificante,che cosa puoi mai capire dell'adorazione?"
"Mi dispiace,amica mia, ma coloro che ti sono fervidamente devoti, ti tradiranno un giorno. Perchè non adorano te, ma le loro stesse passioni. Giorno verrà in cui la loro passione troverà un'altra dea,più bella,più seducente,più desiderabile! Perciò sarai dimenticata. E poichè devi la tua esistenza alle loro lodi,una volta dimenticata cesserai di esistere."
"No, io vivrò per sempre! Sei tu quella mortale, ricordi?"
"E' vero, non sono immortale. Un giorno avvizzirò ritornando alla terra. Morirò,ma la mia vita non finirà. Poichè la terra nutrirà un'altra rosa. A parte coloro che mi amano per la mia fragranza,nessuno si ricorderà di me. Nessuno immaginerà che una rosa morta possa ancora emanare il suo delizioso profumo. Ma quando i miei amici respireranno l'aria in cui aleggerò,un sorriso splenderà sui volti. E così potrò dire: ' La mia vita non è stata vana.Le tenebre che ho attraversato prima che la mia rosa fiorisse non sono state inutili. Sono felice di essermi accontentata di essere solo una rosa...'
Su,amica mia,sii paga anche tu di essere solo una rosa. Smettila di dissimulare la verità. Rivela il tuo volto di rosa e unisciti a me. Su,chiediamo al giardiniere di rompere il nostro vaso. Persino i vasi più grandi sono troppo piccoli per le vere rose,non vedi?"
"Non sono una rosa,stupido fiore!" disse Artemide. "Sono una dea!"
"Se la tua maschera di grandezza ti rende felice,non togliertela,continua a portarla. Continua a dire 'io'. Ma sappi che c'è un prezzo da pagare. E il prezzo è l'oblio della vera te stessa..."
"Giardiniere! Tu,vecchia! Mi si tolga dai piedi questo fiore patetico!"
"Come sai,amica mia" disse Miriam, "una nostra separazione è ormai impossibile. Che ci piaccia o no, siamo costrette a trascorrere l'intera vita insieme. Finchè continueremo a essere due voci diverse parlanti nello stesso vaso, non solo non troveremo pace,ma turberemo anche la tranquillità delle altre rose. E anche quella della gente... Penetreremo in coloro che ci odorano come due voci in conflitto. Sarà un continuo battibecco fra Artemide e Miriam. Talvolta parleremo anche contemporeanamente. E come se il rumore nel nostro vaso non bastasse,porteremo la nostra cacofonia nei cuori della gente. Ma non abbiamo nessun diritto di rendere infelici gli altri o noi stesse."
"Se è così," disse Artemide,"sottomettiti alla mia voce. Diventa me!"
"Sta' sicura che, se solo potessi,lo farei. Dichiarerei al mondo intero di essere Artemide,per arrivare a essere una sola voce con te. Ma non posso. Non solo perchè so di essere una rosa,ma perchè so che anche tu lo sei. Forse potrei scordarmi di me stessa, ma non potrei mai scordarmi di te. Perchè è guardandoti che sono arrivata a conoscere me stessa."
"Non può essere vero, io sono Artemide e tu solo un povero fiore."
"Artemide,ho sentito che ti definiscono la protettrice dei poveri. E anche che procuri una morte dolce e rapida con le tue frecce... E' vero?
"Sì ,certo,è tutto vero."
"Beh,se sono un povero fiore,allora proteggimi. Proteggimi da te stessa! Ora,in questo preciso momento! Tendi il tuo arco,scocca la tua frecciae procurati una morte dolce e rapida.Non avere paura,non ti annullerai. Artemide non hai mai avuto un'esistenza reale,perciò come puoi cessare di esistere? Ma quando il tuo ego immaginario avrà assaporato la dolce morte, rinascerai. Rinascerai come rosa. Lo so, non è facile, ma ti supplico di tentare. Allora lo farai?"
Artemide non rispose.
"Ti prego." disse Miriam. "Ricordi di essere una rosa,vero?"
Artemide non vuole rispondere a Miriam.
P.S. Questo passo lunghissimo mi fa riflettere quando una persona a volte cocciuta (tipo io) si fissa che è in quella maniera e basta ma non è così, non è reale.
Sembra un racconto pirandelliano!
Tratto da "La timidezza delle rose" di Serdar Ozkan.
April 07 Citazioni che fanno riflettere..."...Il gusto della vita,che non si soddisfa mai,che non si può mai soddisfare,perchè la vita,nell'atto stesso che la viviamo,è così sempre ingorda di se stessa,che non si lascia assaporare. Il sapore è nel passato,che ci rimane vivo dentro.Il gusto della vita ci viene di là,dai ricordi che ci tengono legati. Ma legati a che cosa? A questa sciocchezza qua...a queste noie.... a tante stupide illusioni...insulse occupazioni...Sì,sì. Questa che ora qua è una sciocchezza... questa sventura... sissignori, a distanza di quattro,cinque,dieci anni,chi sa che sapore acquisterà... che gusto,queste lacrime...E la vita,perdio,al solo pensiero di perderla... specialmente quando si sa che è questione di giorni..."
(Dall'Uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello)
"Quando tu eri un girino e io un pesce, ai tempi del Paleozolico,
il mio cuore traboccava di allegra vitalità perchè ti amavo già allora.
Poi siamo stati anfibi,squamati e codati,abbiamo dondolato dagli alberi della giungla,
ci siamo appostati in attesa del mammuth,abbiamo inciso ossa e dipinto caverne.
E così,di vita in vita e di amore in amore,percorriamo la catena del cambiamento.
Il nostro amore è antico,e così le nostre vite: chissà se un giorno non rivivremo tutto ancora?"
(Da Langdon Smith,Evoluzione,1906)
"Immagina una montagna...Dalla sua cima,la vista è meravigliosa.Vorresti esserci,ma la vetta sembra così lontana che perdi la speranza di raggiungerla.
Rinunci dicendo:"Non ci arriverò mai".
La verità è che i passi di coloro che hanno raggiunto la cima non erano più lunghi dei tuoi.Ma hanno solo continuato a mettere un piede davanti all'altro.
Non sono miracoli a fare accadere l'impossibile,ma la perseveranza. E' così che la gente del XXI secolo ode le rose cantare".
(Da La Timidezza delle rose di Serdar Ozkan)
April 03 Leggete,leggete! (Dal Diario del Volatore)Patto per la bellezza, parte seconda: cultura, città creativa, responsabilitàMarsala ha bisogno di tutelare e, soprattutto, valorizzare il suo immenso patrimonio culturale. Che cos’è un “patrimonio culturale”? E’ la nostra storia, il nostro modo di presentarci all’esterno, la testimonianza di tutte le civiltà che sono passate da noi. E’ il legame tra il luogo e i suoi abitanti. Questo è il patrimonio culturale di una città. Valorizzarlo significa intercettare i flussi del turismo culturale, che ricerca un’esperienza più complessa e coinvolgente rispetto al mordi e fuggi cui siamo abituati: la visita alla nave punica, il giro a Mozia, il bagno al Signorino, una passeggiata in centro. Tutto questo non serve. Dobbiamo invece lavorare per creare la cosiddetta “armatura culturale” della città: una struttura di beni, luoghi ed eventi che elevi la qualità della fruizione del patrimonio culturale per tutti.
Così Marsala cerca di catturare turisti improbabili con un modello stantio. Non solo, ma anche noi abitanti siamo protagonisti (e vittime, per chi ha coscienza per capirlo) di un modello basato tutto sulla progettazione (si fa per dire) urbanistica senza regole. Oggi a Marsala comandano le ragioni dell’immobiliare. Consumiamo suolo senza costruire nulla. Spuntano palazzine, ville, case, uffici a desolare e mortificare il nostro paesaggio (un esempio per tutti? Il Borgo della Pace) ma non si costruisce nulla. E’ pura speculazione. Ecco, se ci fosse coraggio (se ci fosse la politica) in città si dovrebbe mettere un punto a tutto ciò. E comprendere nel famoso “Patto per la bellezza” che da tempo propagandiamo la rigenerazione del nostro spazio urbano con la creazione di un distretto culturale radicato nella nostra identità (esempio concreto, tanto per fare arrivare il messaggio a tutti: ma è normale che Marsala, città conosciuta in tutto il mondo per il Marsala, non ha un museo del vino? Andate a Dublino, girate per “soli” 20 Euro l’affollatissimo e pacchiano Museo della Giunness. E capirete quanto siamo idioti, quaggiù). Ancora: lavorare sull’accoglienza (in tutti i sensi), sull’accessibilità, su un sistema intelligente di gestione delle nostre risorse, sulla qualità della vita di cittadini e visitatori. Reinventarsi, in maniera duratura. Siamo in tempi di crisi. Ma, sotto certi aspetti, è un tempo magnifico. Perché quando i soldi non ci sono, si leva anche un po’ di fuffa. Vengono fuori i contenuti, si fa largo il merito. Riacquista senso e spazio il “pensiero creativo”. Si fanno le rivoluzioni. Sobrietà, low – cost, creativià sono le parole d’ordine del futuro prossimo venturo. Attrezziamoci. Ma attenzione. Tutto ciò richiede una generazione di cittadini davvero responsabili, una pianificazione attenta, e, soprattutto, una grande tensione morale. Perché pensare Marsala in maniera creativa è soprattutto un gesto di “responsabilità” (e responsabilità, con bellezza, è una delle parole più care a chi scrive). Non dobbiamo lavorare per attrarre persone, investimenti, consensi. Dobbiamo generare una nuova identità. Con il futuro non si scherza. April 02 NO ALLE INGIUSTIZIE PARTE 2°Ritorniamo a parlare della situazione degli stage nella mia scuola,benissimo ora posso dirlo la mia scuola è una MASSONERIA!
E chi fa parte del consiglio d'istituto sono dei MASSONI!
Oggi ora di Scienze Sociali la professoressa Giacalone mi chiama dicendomi che io ho detto
a tutti i miei cari professori massoni compresa preside che lo stage a Città del Mare gli studenti non lo volevano fare, perchè lo trovavano inutile!
Lo troviamo inutile? Lo troviamo inutile nel momento che il costo è 100 euro!
Insomma tanta critica a me di non saper rappresentare l'istituto si son messi a dire "Conticello lei ha detto questo in Consiglio d'Istituto" mi sono sentita
tipo Giovanna D'Arco al rogo!
Insomma ho solamente espresso un mio parere che io preferivo andare alla Casa delle Farfalle invece che a Città del Mare ma non che io trovavo inutile andare
a Città del Mare,oddio sì in un'acqua park però cazzo 100 euro in un'acqua park non ci vado e così la pensano tutti gli studenti delle altre classi che per 100 euro non ci vanno a Città del Mare,penso di non aver detto cagate poi non so loro cosa hanno inteso che poi io per un mio parere me l'hanno messa nel deretano e loro per un loro parere così stupido come andare per una giornata alle Cantine Florio niente dovevamo starci zitti.
Ma per la mia cara preside credo per rappresentare un istituto dove garantisci che gli stage sono gratis dovresti in principio starti zitta e renderti conto di aver commesso un grave errore, aiuti i ragazzi a fare il viaggio d'istruzione che è una scelta degli alunni e quindi non puoi aiutarli economicamente lasciando perdere gli stage che sono UN DIRITTO PER NOI ALUNNI DELL'INDIRIZZO SOCIALE!
Per la mia professoressa Giacalone, benissimo lei vuole darci esempio che dobbiamo sempre lottare per i nostri diritti ma poi lei è la prima pupa che si fà manipolare dalla preside, che esempio vuole darci? Di essere dei pupi in mano di presidi massoni o di essere degli studenti che difendono i propri diritti?
Si faccia un esame di coscienza e si renda conto lei e preside delle cazzate che avete commesso!
Il mio liceo è un liceo che non garantisce niente, nei depliant ci sta scritto a caratteri cubitali "STAGE GRATUITI" ma io scriverei sotto "MA ANCHE NO".
Non mi stupisce che i ragazzi preferiscano andare al Liceo Scientifico o al Classico, almeno loro una regolata se la sanno dare.
NOI STUDENTI VITTIME DI PROFESSORI,PRESIDI,SEGRETARI E BIDELLI MASSONI!
P.S.GRAZIE PROFESSORE MARCHETTI :) |
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